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Letteratura Araba

Pubblicazioni
 



Mohammed Lamsuni

Inno a Falluja
(poesia murale)

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Nota editoriale

Sull’onda delle emozioni suscitate dall’assedio “umanitario” di Falluja, questo lavoro è stato pubblicato in proprio, in pochi esemplari per gli amici, dalla casa editrice torinese Avicenna, fondata dallo stesso autore Mohammed Lamsuni. Su richiesta dell’autore-editore, lo pubblichiamo volentieri nei nostri tipi, in un momento in cui la brutalità dell’occupazione militare del territorio irakeno sembra non avere limiti in termini di barbarie, con le sevizie inflitte dai militari americani ai detenuti e alle donne irakene. Lo pubblichiamo perchè non si può lasciare che le armi, nel silenzio e nell’assuefazione, restino padrone assolute anche della verità e del suo contrario. I bimbi laggiù cadono come tegole, mentre semplicemente giocano, quando i loro coetanei in occidente cadono vittime dell’obesità e delle armi al cui mito sono allevati: “sotto le bombe facciamo l’amore e lasciamo le nostre donne incinte”, ammonisce l’autore. Lo pubblichiamo per sbarazzare il campo da quanti blaterano di “conflitto di civiltà”: le civiltà, che restano pur sempre delle astrazioni, se mai la storia insegna qualcosa, non sono mai in conflitto e, piuttosto, il loro destino è sempre quello di integrarsi a vicenda. I conflitti hanno ben altre radici negli interessi più sordidi e più materiali di gruppi sociali organizzati. L’odio non è figlio delle “civiltà” ma delle guerre. L’autore dedica il suo Inno “alla nazione araba resistente”, è vero, e ciò potrebbe apparire come un estremo e disperato richiamo al mito panarabo che, in un intellettuale libero e laico come lui, per di più nutrito di valori occidentali, come un lapsus inconscio, suona minaccioso richiamo allo scontro di civiltà. Ma l’autore sa bene quanto poco presente e resistente  sia quella “nazione araba” che egli immagina resistente a Falluja, mentre a resistere, in occidente, in condizioni di estrema debolezza, sono minoranze di persone coscienti non ancora in grado di condizionare i propri governi e dove, in un clima di menzogna sovrana, vengono fatti passare per “lavoratori”, martiri ed “eroi” dei mercenari motivati dall’unica “causa”, dall’unico ideale molto poco altruista del denaro per sè.

 
 
 
 


Mohammed Lamsuni

Le città del mondo non dormono più


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